Proposta Pastorale 2017-18 Casa per Molti, Madre per tutti

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A cosa pensi quando senti parlare di Chiesa? E quali immagini e definizioni potremmo raccogliere dai ragazzi e dai giovani? Ci immaginiamo una gran bella varietà di risposte e affermazioni, e forse non tutte adeguate e positive.
Da qui nasce la sfida educativo-pastorale del prossimo anno, che risponde ad una duplice esigenza: l’urgenza di toccare un tema cruciale per l’identità e la crescita di un giovane cristiano, come ci lascia intuire l’affermazione lapidaria del Vescovo e Padre della Chiesa San Cipriano: «Non può avere Dio per padre chi non ha la Chiesa per madre» (De Catholicae Ecclesiae Unitate, c. 6); e l’opportunità di realizzare anche nell’oggi l’impegno di annunziare il Vangelo, che è «un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l’umanità» (Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, n. 1). Il tema del prossimo anno pastorale si focalizza sul dono dell’appartenenza gioiosa alla Chiesa. Esso è strettamente concatenato al tema del 2016-2017, che mirava a far sperimentare e gustare il fascino dell’incontro personale con Gesù. Per completezza di visione pastorale ed educativa, ricordiamo che a questi due temi seguirà il terzo, nell’anno pastorale 2018-2019, che verterà sul coraggio e la gioia del servizio responsabile nella vita quotidiana: l’incontro salvifico con Gesù ci fa riconoscere figli e figlie di un solo Padre, costituiti come suo Popolo e Sacramento di salvezza per l’umanità, fratelli e sorelle animati dallo stesso Spirito per l’edificazione di un’autentica civiltà dell’amore. Nella scelta dei temi di questo triennio ci siamo lasciati ispirare dal magistero di Papa Francesco e dalla necessità di voler approfondire i tratti caratteristici della Spiritualità Giovanile Salesiana, per essere nella Chiesa oggi segni e portatori dell’amore di Dio ai giovani, specialmente ai più poveri. Il titolo e l’approccio della proposta pastorale prendono spunto dal n. 288 della Evangelii Gaudium. A conclusione dell’esortazione apostolica il Papa scrive: «Le chiediamo [a Maria] che con la sua preghiera materna ci aiuti affinché la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti i popoli e renda possibile la nascita di un mondo nuovo». È una citazione che evoca familiarità, accoglienza, rispetto, affetti, maternità, universalità e ben si connette con il magistero del Vaticano II. Anche il sottotitolo messo in forma di hashtag, piccolo strumento comunicativo che si usa molto sui social per raggruppare eventi, situazioni ed esperienze, è stato ripreso da un’espressione del Papa, che al n. 3 di Evangelii Gaudium cita il Beato Paolo VI: «nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore» (Gaudete in Domino, 1975). Questo concetto viene ribadito in diversi modi altre cinque volte in Evangelii Gaudium (nn. 14, 23, 24, 35, 113) e in modo diffuso nel suo magistero ordinario. Così Papa Francesco ulteriormente ha rimarcato il tema della maternità e della fraternità della Chiesa, evidenziando l’importanza e il ruolo di Maria: «La Chiesa e la Vergine Maria sono mamme, ambedue; quello che si dice della Chiesa si può dire anche della Madonna e quello che si dice della Madonna si può dire anche della Chiesa! Certo la fede è un atto personale: io credo”, io personalmente rispondo a Dio che si fa conoscere e vuole entrare in amicizia con me (cfr Lumen fidei, n. 39). Ma la fede io la ricevo da altri, in una famiglia, in una comunità che mi insegna a dire io credo”, noi crediamo”. Un cristiano non è un’isola! Noi non diventiamo cristiani in laboratorio, noi non diventiamo cristiani da soli e con le nostre forze, ma la fede è un regalo, è un dono di Dio che ci viene dato nella Chiesa e attraverso la Chiesa» (Udienza dell’11 settembre 2013). Appartenere alla Chiesa significa camminare con la Chiesa, assumere un’anima comunitaria, vivere nella prospettiva del “noi”, uscendo dal circolo chiuso dell’“io” e del “tu”. È molto difficile comprenderlo nell’epoca del narcisismo e dell’individualismo, dove l’appartenenza alla Chiesa non è percepita come “sostanziale” alla salvezza, ma semplicemente “funzionale” ad essa. In questo modo la Chiesa stessa diventa un semplice mezzo più o meno necessario per qualcosa che non avrebbe nulla a che fare con essa. Come se la salvezza fosse una questione personale piuttosto che comunitaria e relazionale.

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